ITS, l’alternativa all’Università
Succede molto spesso che dopo aver conseguito l’esame di maturità gli studenti si trovino indecisi sul percorso da intraprendere. Non tutti sanno che è possibile intraprendere una strada diversa ma ugualmente valida che non sia né l’Università né scegliere di fare un lavoro non adatto ai propri standard. Stiamo parlando degli ITS: un’alternativa che, addirittura, potrebbe dare maggiori soddisfazioni dell’università, soprattutto dal punto di vista lavorativo.

I punti di forza degli ITS
Uno dei punti di forza sono le classi formate da un numero molto limitato di studenti (di solito 25). La presenza di imprenditori, liberi professionisti ed educatori come insegnanti, che guidano i ragazzi attraverso la propria esperienza personale, permette di fornire un insegnamento basato sulle reali necessità del mercato, per questo le materie sono costantemente aggiornate sui bisogni del territorio e delle realtà economiche. Grazie allo stretto contatto tra docenti e studenti si instaura un rapporto meno formale, più collaborativo e di fiducia.
Un altro punto di forza principale è che tutte le materie sono caratterizzate da un forte aspetto pratico, permettendo così ai ragazzi di rafforzare sul campo grazie all’esperienza di stage in azienda, dove spendono più del 40% del monte ore totale.
Un dato sul quale è giusto porre l’attenzione è la percentuale di occupazione: 60% per chi possiede una laurea contro l’85% degli studenti ITS, un tasso più alto dovuto al fatto che questi corsi rispondono ai bisogni reali e alle nuove tendenze lavorative che stanno trasformando la nostra economia.
Inoltre, bisogna ricordare che per affrontare qualsiasi percorso universitario è fondamentale avere una forte propensione allo studio, in quanto il percorso minimo di laurea è di 3 anni, mentre la durata dei corsi ITS è di soli 2 anni. Nonostante sia di durata inferiore, conferisce ugualmente un titolo valido riconosciuto a livello europeo.
